Un viaggio nel cuore del quartiere di Centocelle, tra memoria e trasformazione. Dalle origini romane al primo campo d’aviazione d’Italia, dalle borgate popolari alla vitalità multietnica contemporanea. Un quartiere che cambia ma continua a raccontare la città di Roma attraverso i volti della sua gente.
Uno sguardo attraverso le strade e gli abitanti di Centocelle, il quartiere più popoloso del V municipio di Roma, l’unica borgata costruita prima del fascismo, un tempo periferia estrema della capitale e che oggi guarda al futuro come quartiere non più ai margini.
Il nome “Centocelle” deriva dalla locuzione latina “Centum Cellae”, che significa “cento celle” o “cento stanze”. Questo nome era originariamente legato a una cittadella militare romana costruita in epoca imperiale, che ospitava cento soldati scelti. L’area faceva parte dell’antica campagna romana, ed è ancora oggi ricca di testimonianze archeologiche, molte delle quali visibili (o purtroppo nascoste) nel Parco Archeologico di Centocelle. Durante il Novecento cambia volto: da campagna a quartiere operaio. Ma prima ancora, diventa uno spazio per l’innovazione: nel 1909 nasce qui il Primo Campo di Aviazione d’Italia. Negli anni del fascismo, l’area viene urbanizzata con case popolari e strutture militari, tra cui il Forte Prenestino. Dopo la guerra accoglie migliaia di famiglie romane, spesso in condizioni di emergenza abitativa. È in questo contesto che nasce l’identità del quartiere: resistente, popolare, solidale. Tanti sono gli elementi urbani che collegano il passato e il presente di questo quartiere: la gente…da una parte tante famiglie, dalla vita apparentemente normale, che vivono tra le strade perfettamente perpendicolari che si snodano intorno a piazza dei Mirti, dall’altra tante realtà al limite, difficili e drammatiche che si rifugiano e si nascondono, perché forse si sentono più protette qui, ai margini delle meraviglie architettoniche e culturali della bella Roma.
Camminare per il quartiere significa incontrare sguardi e anime differenti, parlare con la gente rimanda ad un senso di appartenenza, ad una realtà ben definita sia per chi ci è nato che per chi si è trasferito e si è immerso nelle maglie di questo piccolo mondo. Una moltitudine di storie che convivono, non sempre pacificamente, in un rettangolo perfettamente delineato sulla piantina della città. Oggi un quartiere dinamico, multietnico, con una forte identità e un ricco tessuto sociale, culturale e commerciale.
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