Da un rapporto di autentica amicizia nasce un dialogo creativo fondato sulla stima e sulla condivisione, che si traduce in un racconto fotografico intenso e consapevole. Attraverso le sue immagini, la fotografa Loredana Moretti rende omaggio alla memoria dell’amico Puccetto, evocando al tempo stesso i colori e le ombre che hanno caratterizzato la sensibilità artistica.
Una storia di colori e libertà è una dedica sincera all’amicizia che per oltre vent’anni ha unito la fotografa Loredana Moretti all’artista-casellante Rocco Antonio D’Aversa, in arte Puccetto. Un legame profondo, fatto di rispetto e condivisione, che ha dato vita a un progetto fotografico pensato e voluto insieme.
Nato e vissuto a Tricase (1957-2023), Puccetto è il protagonista di questa narrazione. Dopo anni di viaggi inquieti tra Italia ed Europa, Puccetto torna al casello 34 delle Ferrovie del Sud Est, dove la sua vita rifiorisce in uno spazio sospeso tra realtà e sogno. Davanti ai treni in corsa crea un mondo di colori e pensieri, un’arte libera e istintiva.
Si definiva “imbrattatore di pezze”: dipingeva su juta, lenzuola, cassetti e legni, trasformando ogni gesto in libertà. La sua pittura, vicina all’action painting, richiama Pollock, ma resta più selvaggia e autentica.
Artista e cantastorie, Puccetto ha dato voce alla sua anima con monologhi teatrali intensi. Le sue opere, esposte in gallerie e amate da collezionisti come Helen Mirren e Taylor Hackford, raccontano un mondo visionario e poetico. Il suo casello, che chiamava “rifugio peccatori”, divenne un tempio laico di incontri e creazioni.
Loredana Moretti per dare continuità al racconto fotografico ha realizzato diverse mostre ed un omonimo libro articolato in cinque sezioni che ripercorrono la vita e l’arte di Rocco Antonio D’Aversa.
“Loredana Moretti – scrive Denis Curti (esperto e curatore di fotografia e arte contemporanea) – si muove come una detective, scatto dopo scatto svela la vita segreta del casellante-artista.” Le immagini contenute nel libro mostrano il casello trasformato in atelier, le sue performance e i ritratti che ne rivelano lo sguardo diretto e intenso.
L’ultima sezione del libro, molto intensa, raccoglie le foto che la Moretti ha scattato al casello dopo la morte di Puccetto. Scrive la fotografa: “Non c’è più, eppure è ovunque”. Il libro diventa un viaggio tra colori ed ombre di un’anima irripetibile, un omaggio alla bellezza che resiste al tempo come il vento sui muri del suo casello.
Una storia di colori e libertà – Sferaedizioni, testo critico Denis Curti



















