Si è conclusa la seconda edizione del concorso fotografico intitolato alla memoria del giornalista Ettore de Socio, affermandosi come un appuntamento di grande valore culturale. Le opere presentate hanno mostrato un alto livello tecnico e una profonda sensibilità narrativa, affrontando tematiche sociali con intensità narrativa.
Il successo dell’edizione di quest’anno premia gli sforzi organizzativi di quanti hanno creduto in questo progetto, dimostrando come la fotografia possa continuare ad essere un linguaggio vitale capace di unire memoria, impegno e creatività.
Premio Ettore de Socio per la fotografia d’autore
Il premio “Ettore de Socio per la fotografia d’Autore” intende contribuire alla diffusione di una narrativa sulle periferie, selezionando attraverso un’iniziativa concorsuale quei lavori che sappiano proporre uno sguardo profondo e consapevole, “altro” rispetto al racconto che vede questi luoghi rappresentati attraverso stereotipi e pregiudizi.
Sottotema di quest’anno era “Periferie, confini labili”, a sottolineare la necessità di indagare, con piglio autoriale, i bordi fisici ma anche le pieghe dell’anima entro le quali molto spesso si nascondono le fragilità, la ricchezza di un luogo, di un individuo, di una comunità.
Questa seconda edizione ha visto la partecipazione di 88 autori e la scelta dei vincitori si è rivelata impresa ardua, vista la numerosità ma soprattutto la qualità dei lavori pervenuti. Grazie al un proficuo lavoro la Giuria, sapientemente guidata e presieduta da Augusto Pieroni, cui è stata affidata la direzione artistica e la curatela della Mostra, ha individuato le proposte meritevoli di un riconoscimento.
Gli autori premiati sono: Elena Prola, prima classificata, con: “è da stesi che si vedono le nuvole”; Nicolas Brunetti, secondo classificato, con: “Inshallah”; Angelica Paciocco, terza classificata, con: “Utomia”; Emanuele Gaudioso, menzione speciale, con: “My-My”.
Le opere dei vincitori, oltre ad una magistrale interpretazione e rappresentazione della tematica proposta dal concorso, sono legate fra di loro da un filo rosso: la sospensione. Sospensione dei luoghi e delle persone, intesa come attesa, speranza, illusione, occasione di im-possibilità, tracce visive che possono essere colte approfondendo le storie raccontate ma soprattutto lasciandosi rapire dalle splendide immagini esposte in Mostra presso il Museo Irpino, Complesso Monumentale Carcere Borbonico.
L’iniziativa, che beneficia del patrocinio della Provincia di Avellino, è realizzata dalla famiglia del giornalista Ettore de Socio in collaborazione con l’Associazione Controvento, il supporto di Foto Diego e la sponsorship di Autoexec.























