Ogni viaggio nasce prima ancora di partire, nel desiderio di attraversare uno spazio sconosciuto oppure no, di seguire una rotta senza sapere esattamente dove condurrà. Il mare prova a dare un ordine alle distanze, ma non può raccontare ciò che accade lungo il percorso fatto di incontri, attese e deviazioni ed è ciò che improvvisamente cattura lo sguardo di Cyrine Mami.
LA LINEA BLU
La linea blu è un tentativo di esplorazione visiva e concettuale della nozione di frontiera, in uno spazio geografico e marittimo comune, il Mediterraneo, “mare tra le terre”, composto da realtà diverse e contrastate nei territori bagnati dalle sue acque, come separazione, ostacolo, sbarramento, elemento insuperabile, e dell’isolamento che risulta all’interno del tracciato di questa linea, per l’individuo che si trova rinchiuso fuori, prigioniero di una fortezza immateriale.
La narrazione viene articolata intorno a un’osservazione lenta e paziente di un territorio e di elementi rappresentativi, da una prospettiva simbolica, metaforica, poetica, di un altro luogo inaccessibile, di una traversata impossibile, di interrogazioni vacillanti e illusorie.
Lì, di che colore sono le farfalle che svolazzano di fiore in fiore al finire dell’inverno? Quali melodie segrete gli uccelli sparsi nei fogliami cantano sulle altre rive? Quale profumo hanno le prime mattine d’estate? Quali sfumature colorano l’orizzonte quando il giorno svanisce?
Al largo, ai confini della linea, sorgono in mare alte e massicce pareti invisibili. Desideri e aspirazioni si trasformano in un’attesa senza fine, sogni di viaggi e di spedizioni si sciolgono, ogni speranza sprofonda, perisce, fino a formare un unico movimento di flusso che non è orientato e non conduce mai verso terre sconosciute, ma riporta inesorabilmente verso le stesse sponde.
Ai sognatori e alle sognatrici che non varcheranno mai nessun confine, ai viaggiatori e alle viaggiatrici che non raggiungeranno mai altre rive, alla gente di passaggio inghiottita dalle onde mentre si stava avviando verso un altro destino… a tutte le persone colpite in cuore dalla scomparsa di un essere caro.
“Ho sognato oceani e mappe dove si disegnano le linee del viaggio”. Cartagine o la memoria delle pietre, Marianne Catzaras
Emanuela Amadio (Case di Fotografia, curatrice del progetto): “La linea blu di Cyrine Mami è rigore, ripetizione, libertà. Il rigore accomuna tutte le immagini: un punto di vista ricorrente, l’orizzonte sovrastato da un frammento di cielo, la presenza di elementi simbolici che evocano una riflessione profonda. La ripetizione, tecnica narrativa semplice quanto potente, ci conduce per mano in una spiaggia archetipica, dove si delinea una storia collettiva di viaggi desiderati e viaggi negati. La libertà è quella dell’osservatore, che può leggere nella linea d’orizzonte un confine invalicabile, un’esperienza di viaggio possibile o il desiderio di un futuro migliore in un Mediterraneo che ci appartenga davvero.”











