La “libertà di scegliere chi essere” è un privilegio di pochi, persino in quella parte della società occidentale che ama definirsi civile. Per molti resta un esercizio incompiuto, una possibilità teorica che si infrange contro sguardi, giudizi e pregiudizi e confini invisibili.
SENSUAL EXPERIENCE
Quando si parla di sensualità e sesso, ritengo ci siano ancora tabù da abbattere. Uscita dal cappello dell’eterosessualità e del patriarcato, la donna è venuta fuori dal mondo degli stereotipi. Sensualità, sesso, solitudini, ma soprattutto corpi, come esperienza di nuova libertà, convivenza in poliamore, libertà di vestire la propria pelle o di spogliarla. Libertà di scegliere chi essere.
Tutte le vite parlano. E parlano attraverso carezze, silenzi, rifiuti, e desideri. Parlano nei corpi che si mostrano, nei gesti che rompono il codice del “perbene”, nello sguardo che non chiede permesso. Parlano nella nudità che non è offerta, ma affermazione.
Nel piacere che non è peccato, ma possibilità ed esiste una rivoluzione quieta che passa dalla pelle, dalla consapevolezza che il corpo non è mai un oggetto, ma un soggetto pieno di memoria, scelta ed identità.
Ogni cicatrice è una storia. Ogni no detto a voce alta, un atto di libertà conquistata, un passo verso una società consapevole di rispettare la dignità altrui.
La fotografia è un linguaggio, non separabile dal corpo e dall’esistenza di chi trasmette la propria storia, anche solo per quell’istante.
In questo lavoro c’è parte di me, ma a parlare sono le storie degli altri. Amo questo labirinto visivo e di storie in cui perdersi e lo amo a tal punto da inventarmi una personale grammatica di emozioni sotto traccia, di un inconscio che sgomita per affiorare dai brani della pelle.















