Nulla resta uguale.
Un segno appare, respira per un istante, poi si lascia andare.
Le immagini di Pino de Silva nascono in questo spazio incerto, dove la forma non chiede di durare e il tempo non ha fretta di cancellare. La fotografia non trattiene: sfiora. Non fissa: accompagna.
Ciò che emerge è una visione fragile, sospesa tra presenza e sparizione.
FORESTE DI SABBIA
Tracce eteree sulla sabbia, che mutano attraverso lo scorrere del tempo, invisibili, ma pregnanti di un significato molteplice e profondo, strisce immaginarie che sembrano percorrere le linee di un tempo frammentato ed eterogeneo. I colori diventano lo specchio di un’anima lacerata e tendente ad una serenità mai placata, attraverso segni simili ad alberi provenienti dalle profondità della terra che rivolgono i loro rami al cielo in cerca di luce, mescolata alle ombre che penetrano negli ansiti del passato e hanno reso la propria anima fragile alle intemperie della vita. Sfumature che rappresentano i palpiti nascosti del cuore che l’artista delinea con maestria e potenza espressiva, attraverso linee di demarcazione tra il mondo fisico e quello interiore che si frappongono tra loro e creano una rete di desideri informi e talvolta incomprensibili. Sprazzi di buio che sembra voler attraversare la rete del tempo cancellando la luce che tuttavia riesce a resistere al gioco eterno dell’immaginazione, mentre colori soffusi alternati a colori accesi divengono lo specchio deformato delle ombre e delle luci dell’animo umano. I segni appaiono come cicatrici o anche tracce d’amore, attraverso striature immerse in un’atmosfera sognante che cela segreti inconfessabili. Una serie infinita di alberi che danno vita ad un turbinio di onde immaginarie che creano un senso di mistero celato tra le fronde del tempo, rami che si innalzano e si aprono al mondo per racchiudere la meraviglia dell’inconoscibile. L’opera intensa di Pino de Silva si delinea in una realtà, in cui un pulviscolo di sogni infranti cullano le emozioni del cuore e trasmettono un coacervo di passioni e incertezze, legate con il filo della malinconia.
(Ilde Rampino)















