In ogni parte del pianeta, i diritti fondamentali e la dignità delle persone vengono messi in discussione e negati. è una sofferenza estesa e persistente che attraversa culture e sistemi politici. Luca Pistone sceglie di confrontarsi direttamente con questa realtà, raccontando con attenzione e consapevolezza le conseguenze estreme di conflitti e violenze. Le sue immagini parlano di una sofferenza senza confini, capace di colpire indiscriminatamente individui e comunità, segnandone profondamente l’esistenza.
LUOGHI DI GUERRA – di Luca Salvatore Pistone
Reportage che raccontano di sopravvivenza, prevaricazioni, violenza e speranza. Dall’Africa al Sud-est asiatico, passando per il Medio Oriente: storie che non fanno notizia ma che sono necessaria testimonianza di ordinarie oppressioni.
Frammenti di reportage che toccano i quattro punti cardinali, dando voce a realtà spesso relegate ai margini dell’informazione. Immagini che raccontano la sopravvivenza quotidiana, le prevaricazioni, la violenza, le disuguaglianze e, al tempo stesso, la straordinaria capacità dell’essere umano di resistere e continuare a sperare. Ogni fotografia è una testimonianza diretta di esistenze segnate da conflitti, povertà, sfruttamento e privazione dei diritti fondamentali. Sono storie che raramente conquistano le prime pagine dei giornali, perché prive dell’eccezionalità richiesta dalla cronaca, ma proprio per questo assumono un valore ancora più profondo: documentano l’ordinarietà dell’oppressione, quella che si consuma ogni giorno nel silenzio e nell’indifferenza.
Luca Pistone invita lo spettatore a soffermarsi sulle persone, sui loro sguardi, sui gesti e sulle tracce lasciate dal tempo e dagli eventi. Ogni immagine diventa così uno strumento di conoscenza e di memoria, capace di trasformare la fotografia in un atto di responsabilità civile.
Questi frammenti di realtà, contribuiscono a riaffermare il ruolo di testimonianza insito nel racconto fotografico che non si limita ad affermare ciò che accade, ma sostiene la memoria di ciò che troppo spesso il mondo sceglie di non vedere.
La selezione fotografica è un breve estratto dell’archivio di Pistone, i luoghi e le persone sono stati ripresi in Libia (2012), Iran (2014), regione del Donbass (2015), Cambogia (2017), Filippine (2017), Repubblica Centroafricana (2018), Repubblica Democratica del Congo (2018), Ecuador (2024), CisGiordania (2024) e Repubblica Dominicana nel 2025.
«Quando il racconto avviene in presa diretta, sovente emergono frammenti di storie, piccoli ritratti di un’umanità anonima, troppo spesso spezzata, mortificata, abusata. Il movimento della testimonianza, per esistere, ha bisogno di raccontare la cenere della terra, le braci che ancora bruciano, gli stracci pieni di sangue buttati a terra senza pietà alcuna. Sono i dettagli immediati che emergono da un abisso di violenza e terrore, stimmate di una realtà in cui l’essere umano non si limita ad ammazzare un altro essere umano, ma agisce sul corpo dell’altro con ferocia, rendendo il corpo dell’altro – che diventa il nemico perché abitante di un’altra lingua o di un’altra religione o di un altro territorio e sempre, in ogni caso, altro da me e dal mio gruppo di appartenenza – un campo di battaglia. Gli stupri, le mutilazioni, le torture, gli sgozzamenti, le decapitazioni, le fucilazioni, le impiccagioni, le violenze inscritte nella carne non sono mai una semplice azione. Sono già storia. La guerra si scrive nella carne delle persone.»
Davide Enia, scrittore – Estratto dalla prefazione del libro “Dalla Guerra. Cronache di ordinaria oppressione” di Luca Salvatore Pistone























