Immergersi in acque cristalline è come entrare in un mondo sospeso, dove la luce danza ed il silenzio è rotto dal rumore delle bolle dell’erogatore. Ogni dettaglio è nitido: le sfumature dell’acqua, i riflessi, il movimento lento della vita sommersa. Giuseppe Pignataro fotografa in questo ambiente, cattura un istante puro, trasparente, in cui natura e sensi si incontrano e regala fotogrammi che uniscono meraviglia e calma.
GRAFISMI D’ACQUA
Mi concedo una mia personale realtà, in tanti anni che mi dedico alla fotografia subacquea in giro per il mondo e soprattutto nel Mediterraneo che amo tanto.
Ma non solo mare, anche acque dolci, specchi di acqua sorgiva e cristallina che nascondono mondi poco visti e di rara bellezza.
Una mia personale realtà…. è più un concetto maturato tanti anni fa sfogliando il mio immenso archivio fotografico composto da analogico e digitale.
Tante le immagini di soggetti ripetute negli anni, belle ma simili, impeccabili ma comuni per quegli occhi abituati a sfogliare libri e web.
Cosa non si è visto e fotografato ormai sotto il pelo dell’acqua.
Questa considerazione mi ha spinto a ricercare situazioni particolari o rappresentazioni che fossero fuori dalla classica visione e rappresentazione subacquea.
L’idea che ha dato vita a questa selezione, che poi si è trasformata in una mostra è nata quasi per caso, un pomeriggio ricco di nuvole e vento, fuori dall’acqua tutto oscillava, sott’acqua tutto era immobile, una sottile e invisibile linea divideva quei due mondi. Solo qualche scatto con l’indecisione di aver sbagliato o creato. Da quel preciso istante nulla mi era più visibile come prima: “…un mondo di cristallo dove la natura si riflette creando acquarelli dipinti dal vento.”
LA SELEZIONE
Sono passati quasi 38 anni da quel caldo pomeriggio di un settembre del 1985. Ti fai largo tra fitti canneti e una vegetazione incolta. La prima visione, la prima emozione, un piccolo specchio di acqua cristallina. Solo maschera e pinne, entro con timidezza, quella sensazione di non voler dare disturbo. Tutt’intorno è silenzio, solo il fruscio del vento ed il lento ondeggiare di canneti e foglie. Un luogo ricco di storia, il fiume Chidro è il più importante della zona salentina anche se lungo solo 400 metri. È situato nei pressi di San Pietro in Bevagna, storicamente si narra che San Pietro, mentre si raccoglieva in penitenza, lo attraversò piangendo per la sua grande colpa nell’aver tradito Gesù e che le sue lacrime si siano trasformate in conchiglie.
La forte emozione di quella prima esperienza in acque dolci non la dimenticherò mai. Qualche centinaio di chilometri più a nord, in terra d’Abruzzo, Capo d’Acqua, un bacino artificiale originato dall’omonima sorgente. Nel 1965 fu costruita una diga per raccogliere le acque e consentire l’irrigazione dei campi di grano nelle vicinanze. Nella sua creazione sono state inabissate alcune costruzioni presenti in quel tratto di terra e un’antico mulino costruito dalla famiglia Verlengia. Entrambi i luoghi offrono una visione subacquea unica che in tutti questi anni non ha mai smesso di entusiasmarmi. Accomunate da un’acqua quasi inesistente, cristallina, lasciano spazio alla fantasia, alla personale visione e rappresentazione fotografica.
Tantissime le ore trascorse sott’acqua ad osservare e fotografare quei luoghi, ogni ora della giornata è una luce diversa, una idea diversa, una fotografia mai identica. Questa è la parte che più amo nella fotografia, si cresce tecnicamente ma se non si allena la creatività il tutto si riduce ad un luogo comune. Ogni volta che entro in quelle acque mi ripeto quelle parole e mi convinco sempre di più che descrivano in maniera impeccabile ciò che ricerco. Non più descrizione di un luogo ma particolari che ne fanno parte, arricchiti di quella parte invisibile all’occhio che si rende preziosa dopo lo scatto. Una visione completamente diversa giocata con la luce e i riflessi che essa crea. Una ricerca di composizioni invisibili che prendono vita solo dopo lo scatto. Ogni scatto è unico, non ci sarà mai la possibilità di ripeterlo, non ci sarà mai la possibilità di dire: “torno domani”.
Immaginazione, creatività e tecnica ne danno l’unicità, rappresentare la natura fondendo geometrie, grafismi astratti e colori dai forti contrasti oggi rappresenta quella tavolozza immaginaria sulla quale dipingere quella parte di acqua che, partendo dalle profondità della terra, termina il suo viaggio incontrando le onde del mare. Per chi ama la fotografia subacquea è l’inizio di un lungo viaggio, si avranno moltissime opportunità per scattare e in ogni immagine ci sarà quel particolare, quel piccolo dettaglio che la renderà unica.
Oggi fotografo così, oggi fotografo anche questo.



















