Una straordinaria maratona fotografica lunga oltre settanta giorni trasforma San Lucido, provincia di Cosenza, in un vivace laboratorio di arte e cultura visiva, merito dell’Associazione Culturale Pensiero Paesaggio, vera anima dell’intera manifestazione.
Fotografia Calabria Festival – prima parte
L’edizione 2025 si sviluppa attorno a un tema profondo e aperto alla riflessione: “Radici comuni: luoghi”, che invita a interrogarsi sul legame tra gli spazi che attraversiamo e le radici – culturali, affettive, politiche – che ci legano ad essi. I luoghi non sono semplici scenari, ma estensioni della nostra memoria collettiva e personale, spazi in cui si intrecciano identità, appartenenze, desideri e contraddizioni. Alcuni sono parte integrante della nostra quotidianità, altri riaffiorano come frammenti dimenticati; altri ancora esistono solo nella nostra immaginazione, ma agiscono su di noi come luoghi reali. In questa prospettiva, la fotografia diventa strumento per esplorare ciò che i luoghi ci restituiscono: chi eravamo, chi siamo, chi stiamo diventando.
Il tema delle radici comuni attraversa profondamente i progetti selezionati per questa edizione, dando vita a un percorso visivo che unisce artisti affermati e nuove voci del panorama internazionale. Le sedici mostre in programma raccontano luoghi reali e immaginati, territori attraversati dalla storia e dalla memoria, identità in movimento, legami familiari, appartenenze ritrovate o negate.
Delle sedici mostre presentiamo i primi quattro autori:
Marie Tomanova, con il progetto It Was Once My Universe, racconta il ritorno nella sua terra d’origine, in Repubblica Ceca, dopo anni vissuti negli Stati Uniti, dando forma a un dialogo fragile e potente tra ciò che è stato e ciò che si è diventati.
Lys Arango, con The River Ran Blank, indaga le trasformazioni delle Asturie post-industriali, documentando il passaggio da una civiltà mineraria a un futuro ancora incerto, tra riconversione ecologica e perdita delle radici sociali.
Radici spezzate e territori feriti emergono con forza in Highlight, il racconto di Mykhaylo Palinchak. Le immagini testimoniano la brutalità della guerra in Ucraina, rivelando l’impatto crudo dell’occupazione sui luoghi e sulle persone.
Hashem Shakeri, con Cast Out of Heaven, racconta le città satellite sorte ai margini di Teheran, spazi urbanizzati in fretta che diventano simboli dell’isolamento sociale. Le sue immagini, silenziose e sospese, restituiscono la solitudine di esistenze relegate ai bordi del sogno urbano.
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