DATA & ORA:
Novembre 27, 2026 6:00 pm
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Still Death | Xylella Fastidiosa – Nicola Cavallera
Gli ulivi colpiti dalla Xylella sono la testimonianza di una ferita che attraversa il paesaggio pugliese. Il racconto di Nicola Cavallera è una denuncia che documenta non soltanto la devastazione ambientale, ma anche la perdita di un patrimonio culturale e identitario. Questi ritratti diventano strumento di memoria e denuncia, restituendo l’immagine di una natura ferita, sospesa tra la resistenza e la resa.
Uno sfondo statico, quello di una notte tersa, squarciato dal movimento irrequieto di radici, tronchi e rami che, privati delle loro chiome secolari, sembrano contorcersi su sé stessi, condannati a una perpetua sofferenza. La luce, disegnando traiettorie casuali e fortemente contrastate, ne amplifica la drammaticità.
È questo il linguaggio scelto per documentare il disastro ambientale che ha colpito gli ulivi della Puglia, ridotti a carcasse deformi dalla Xylella Fastidiosa. Individuato per la prima volta in Puglia nel 2013, il batterio è responsabile della sindrome del disseccamento rapido dell’olivo: colonizzando i vasi dello xilema, compromette il trasporto di acqua e sostanze nutritive, provocando il progressivo disseccamento della pianta. La sua diffusione ha interessato vaste aree del territorio pugliese, modificando profondamente la fisionomia di un paesaggio da sempre caratterizzato dalla presenza degli ulivi secolari.
La ricerca, iniziata nel 2018 e tuttora in corso, adotta un’impostazione tassonomica: attraverso l’osservazione e la catalogazione delle diverse forme assunte dagli alberi colpiti, costruisce nel tempo un mosaico di fotografie. Ogni immagine costituisce un frammento autonomo, una singola testimonianza che, accostata alle altre, contribuisce alla restituzione astratta di un paesaggio più ampio colpito da questa funesta trasformazione.
Questa metamorfosi non riguarda soltanto la perdita dei singoli alberi, ma investe la struttura stessa del paesaggio. La scomparsa delle chiome, la presenza di tronchi disseccati e molto spesso mutilati e la progressiva rarefazione degli uliveti hanno restituito un territorio diverso, frammentato e segnato da una perdita che è insieme ambientale, culturale e identitaria.
La fotografia diventa strumento di osservazione e di memoria: non soltanto documenta ciò che è andato perduto, ma raccoglie frammenti di un paesaggio che continua a cambiare, nel tentativo di restituirne la complessità e di conservarne le tracce.
Il risultato è un inquietante intreccio di denuncia e resa, la rappresentazione dell’urlo muto di una natura che muta, dinanzi alla quale l’uomo sembra disarmato.
Biografia
Nicola Cavallera (Bari, 11 ottobre 1988) si laurea in Architettura presso il Politecnico di Bari, in Composizione urbana, con la tesi dal titolo “Il bacino del Mar Piccolo di Taranto come teatro urbano e paesaggistico”, relatore il Prof. Carlo Moccia.
Da sempre appassionato di fotografia, utilizza il mezzo fotografico come strumento di documentazione e lettura critica dell’architettura e dello spazio urbano.
Dal 2012 lavora e collabora, come libero professionista, con suo padre, presso lo studio Cavallera Architetti. Nel 2016 si trasferisce a Barcellona, dove entra a far parte dello studio di architettura del paesaggio JDVDP, un’esperienza che contribuisce in maniera significativa alla sua crescita professionale e personale.
La sua ricerca fotografica è stata presentata in numerose esposizioni personali e collettive e ha trovato spazio in pubblicazioni, cataloghi, riviste e progetti editoriali dedicati all’architettura, al paesaggio e alla cultura del territorio. Le sue fotografie sono state inoltre coinvolte in progetti di ricerca, iniziative culturali e attività di documentazione del patrimonio architettonico, consolidando nel tempo una presenza riconoscibile nel panorama della fotografia di architettura in Puglia.
Nel 2022 è tra i fondatori del collettivo Barium, successivamente costituitosi in Associazione di Promozione Sociale, impegnata nella ricerca e nello studio del patrimonio architettonico locale, con l’obiettivo di promuoverne la conoscenza, la tutela e la valorizzazione.
Nel 2024 viene eletto Consigliere dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari, con delega alla cultura.
Attualmente svolge attività di fotografo di architettura in ambito pubblico e privato, affiancando alla pratica professionale una costante attività di ricerca sul rapporto tra fotografia, architettura e paesaggio.




