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Novembre 21, 2026 6:00 pm


Mio tutto Mio
di Antonio Bergamino
Nella sala esposizioni Ivo Saglietti di Messaggerie Fotografiche espone Antonio Bergamino con il racconto fotografico Mio tutto Mio.
L’autore invita a riflettere sul nostro rapporto con il cibo nella società occidentale. Un rapporto fatto di disponibilità, consumo e spreco, che si confronta con una realtà profondamente diversa, quella di chi ancora oggi non ha accesso a ciò che dovrebbe essere un bisogno essenziale per nutrirsi.
Mio tutto Mio
“Mangiare, mangiare, mangiare… Mangiamo per poi dimagrire, mangiamo per prendere il digestivo, mangiamo per gola, mangiamo per stare in compagnia.
Per mangiare facciamo la fila al ristorante e alla cassa del supermercato.
Per mangiare riempiamo il carrello della spesa e la pattumiera.
Mangiamo l’uovo e la gallina.”
Mio tutto Mio, di Antonio Bergamino è una riflessione che descrive il cibo non come semplice necessità, ma come luogo nel quale si manifestano ossessioni e contraddizioni della società occidentale. Mangiare diventa così un gesto che va ben oltre la fame. È consolazione, consumo. È un atto quotidiano che fin dall’infanzia ci accompagna attraverso parole apparentemente innocenti — «Mangia, che è buono», «Mangia, che sei sciupato» — fino a trasformarsi, nell’età adulta, in una relazione complessa con l’abbondanza.
Il cibo è ovunque: nei piatti, nei carrelli, nelle dispense, nei rifiuti. Lo accumuliamo, lo scegliamo, lo desideriamo e lo sprechiamo. La disponibilità sembra aver trasformato la necessità in possibilità di scelta, fino a farci dimenticare che, per una parte del mondo, quella stessa possibilità non esiste.
Le immagini dell’autore non cercano una rappresentazione documentaria della fame, scelgono piuttosto il registro del grottesco, dell’eccesso e dell’assurdo, per mettere in scena il paradosso di una società che può permettersi di interrogarsi su cosa, quanto e quando mangiare mentre altrove il problema rimane semplicemente avere qualcosa da mangiare.
Mio tutto Mio non è dunque soltanto un racconto sul cibo. È una riflessione sul possesso, sul bisogno di avere, conservare e accumulare anche ciò che non ci è necessario. E sulla distanza, talvolta invisibile, tra ciò che abbiamo in eccesso e ciò che ad altri manca.
Il titolo, con la sua apparente innocenza infantile, è una dichiarazione di possesso che contiene desiderio, egoismo e appartenenza e raccontare una società nella quale anche il cibo può diventare misura della disuguaglianza.
Bergamino non offre una risposta né costruisce una morale. Semplicemente ci invita a riflettere considerando anormale quel “tutto mio”.
Ringraziamenti
Un sentito grazie agli amici attori: Paolo Capozzo, Andrea De Ruggiero, Salvatore Mazza e Maurizio Picariello, per aver condiviso questo progetto. Grazie a Nicola Iannaccone, responsabile del centro stampa di Foto Diego per la sua perizia e a Dario Urso di Fowa SpA per aver messo a disposizione la carta fine art Henri con la quale è stata stampata la mostra.
Biografia
Antonio Bergamino, fotografo da oltre 40 anni, si dedica alla fotografia sociale, subacquea, d’architettura e di scena. Ha realizzato reportage in diversi paesi per documentare tematiche sociali, collabora come fotografo di scena con compagnie teatrali e direttori artistici e con colleghi fotografi come photo editor.
Tra i suoi lavori più longevi: l’architettura europea per descrivere le diverse culture.
In ambito subacqueo, ha fotografato in diversi mari. Tra i reportage recenti, quello sulle orche e balene in Norvegia e sullo squalo tigre alle Isole Bahamas.
Partecipa a progetti di volontariato con laboratori di fotografia.
Tra i suoi ultimi lavori:
2025 – Ideazione e direzione di ‘Oltre il margine’, collettiva fotografica, sedici declinazioni per raccontare il significato della dignità.
Complesso Monumentale Carcere
Borbonico – Avellino.
Catalogo AreaBlu edizioni.
2024 – (dal) Responsabile per l’azienda Foto Diego dipartimento Academy,
divisione cultura e formazione.
2023 – Ideazione e direzione di ‘Amori di cristallo’, chiamata alle arti per denunciare la violenza sulle donne.
Complesso Monumentale Carcere
Borbonico – Avellino. Catalogo AreaBlu edizioni.
2021 – Libro fotografico ‘Moodlight’, dialogo tra musica e luce.
Pubblicazione AreaBlu edizioni.
2020 – Mostra fotografica ‘Irpinia sospesa’ tratta dall’omonimo libro (AreaBlu edizioni), documenta il viaggio fotografico in 18 paesi dell’Irpinia, a quarant’anni dal sisma del 1980.
2020 – Libro fotografico ‘Ad occidente da me’, reportage sociale incentrato sul
rapporto tra alcune comunità e i richiedenti asilo. Pubblicazione AreaBlu edizioni.




