Antonello Di Gennaro ci conduce a Nottoria, dove le ferite sono ancora vive e profonde per il sisma che ha distrutto il paese. Ezio, unico abitante di questo luogo, vive con dignità e tenacia il dramma della solitudine.
AL MARGINE DELL’ESISTENZA. EZIO IL CUSTODE DI NOTTORIA
“Scattare delle foto in un ambiente dove il dolore lo senti sotto i piedi e la realtà che ti circonda ti urla addosso, lascia per sempre un segno nell’anima”. Con questa riflessione personale parte questo racconto fotografico fatto senza mai abbassare lo sguardo, in un paese che dopo un violento terremoto del 30 Ottobre 2016, si è spento!
Così inizia questo lavoro a Nottoria, frazione di Norcia, circondato da un silenzio assordante rotto solo dal rumore della mia macchina fotografica e lo scricchiolio dei mie passi che, lentamente, avanzavano tra le macerie. È un’immagine drammatica che vive nei miei ricordi di un reportage fatto con il brivido in mano, il gelo addosso, il freddo dentro.
A dare voce a tutto questo c’era Ezio, un pastore in pensione rimasto da solo a vigilare sulle rovine della sua casa. Sul suo volto si legge subito tutta la solitudine e la disperazione di un uomo che ha perso tanto ma non si arrende. Sulla sua maglia, c’è tutto il senso di questo pensiero.
Seguivo le sue rughe che nascevano da occhi stanchi, di chi ha visto tutto e non vuole più vedere. La paura e il terrore hanno vestito la sua pelle. Nessuna parola è più forte di quel che esprime il suo sguardo, sempre rivolto verso quel che resta della sua casa. Più volte con le sue mani grandi sfiora le foto dei suoi cari, appoggia le labbra alla cornice fredda che le custodisce, quasi a cercare un contatto e un rifugio nei volti dei genitori, oramai vivi solo nel suo cuore.
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