DATA & ORA:
Ottobre 30, 2026 6:00 pm
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SULLE TRACCE DELL’ARTIGIANATO
Collettiva fotografica
Ogni oggetto artigianale racchiude una storia fatta di esperienza, passione e gesti tramandati nel tempo. In ogni creazione si nasconde il lavoro paziente di uomini e donne che custodiscono competenze preziose, trasformando materie prime in opere uniche.
Sulle tracce dell’Artigiano è stata per i fotografi che ne hanno fatto parte un’immergersi nei luoghi della produzione artigianale dove hanno colto non solo gesti, ma passione ed amore per il proprio mestiere. Questo percorso visivo ci conduce all’interno di botteghe dove la tradizione regna incontrastata ed è anche per questa ragione che il valore culturale e sociale dell’artigianato è da preservare affinché i gesti, gli strumenti, i dettagli e le espressioni che caratterizzano ogni mestiere abbiano ancora lunga vita.
Veronica e Livia Favia, Gianfranco Bellizzi e Serena Manzari hanno dato vita a una narrazione capace di custodire e consegnare alla memoria collettiva un patrimonio di saperi, gesti e tradizioni. Con gli artigiani che hanno incontrato, hanno saputo instaurare un dialogo autentico, ascoltandone le storie e cogliendone l’essenza. Il loro lavoro documenta mestieri spesso poco visibili, ma fondamentali per la nostra identità culturale e che, in alcuni casi, rischiano di scomparire. La fotografia diventa così un linguaggio capace di testimoniare e restituire alla memoria un racconto che non descrive soltanto una pratica, ma ne restituisce il valore come espressione autentica di identità, creatività e cultura.
Veronica e Livia Favia: “Le strade che percorriamo ogni giorno nel cuore di Bari custodiscono luoghi nei quali il tempo sembra avere un ritmo diverso. Sono botteghe storiche, profondamente radicate nel tessuto urbano e nella memoria di chi abita il quartiere. Non sono luoghi scoperti in occasione di questo progetto: fanno parte del nostro paesaggio quotidiano e alcuni dei loro artigiani li conosciamo da quando eravamo bambine. Per raccontarli non siamo andate lontano. Abbiamo seguito tracce vicine a casa, entrando negli spazi di lavoro di sei realtà artigiane: il restauratore dei Fratelli Cassano, la Sartoria Fanelli – sarti dal 1800, il laboratorio di riparazioni Radio TV della ditta Nunzio Natuzzi, il corniciaio Fabrizio De Toma di “In cornice”, l’orologiaio Roberto Marchese di “Or Ora” e Schettini – calzolai dal 1918.”
Gianfranco Bellizzi: “Nel cuore della città ritrovo un tempio dell’artigianato, è una bottega dove il tempo sembra essersi fermato; le pareti sono impregnate dell’odore acre della pelle, della cera e del metallo, una fragranza che si è stratificata negli anni, raccontando storie di innumerevoli scarpe e passi compiuti.
In questo piccolo luogo, dove il rumore del mondo esterno svanisce, l’artigiano è quel poeta che trasforma con gesti lenti e misurati, semplici materiali in piccole opere d’arte.
E mentre fuori la vita continua a correre a ritmi frenetici, lui prosegue il suo lavoro con la stessa dedizione di sempre, felice di dare vita ai suoi sogni, un passo alla volta.“
Serena Manzari: “L’incontro con Vito, tra i vicoli di Bari Vecchia, ha il sapore intimo delle cose autentiche. Nelle sue mani segnate dal tempo e dal lavoro, piccoli gesti quotidiani come tagliare con cura i peperoncini rossi si trasformano in un rituale d’altri tempi, un’arte lenta custodita con pazienza e dedizione. In questo scatto non c’è posa, ma la profonda dignità del lavoro artigianale e l’anima più vera e accogliente della città.”




