DATA & ORA:
Aprile 29, 2026 6:00 pm
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GENTE DI BARI. Atto primo
Mostra fotografica di Yvonne Cernò
La fotografia di Yvonne Cernò si fonda sul rapporto di fiducia che riesce ad instaurare nei pochi minuti che precedono l’azione del click. Non è semplice e non è da tutti avere la capacità di apparire come se tu fossi un amico fotografo di vecchia data al quale ti concedi per farti ritrarre.
Tutto ciò, la Cernò riesce a trasferirlo nei sorrisi e negli sguardi di coloro che posano dinanzi al suo obiettivo.
Fotografare la gente è sempre stata la mia passione. Fotografarne gli occhi, ancora di più.
Negli occhi si rivelano i sentimenti, le emozioni, l’anima stessa delle persone. Tutto ciò mi emoziona e spero emozioni.
Questo racconto è forse diverso dagli altri. Ho iniziato questo nuovo progetto sapendo che potrebbe durare tutta una vita: questa è soltanto la prima fase. Ho fotografato con un 35mm persone diverse, nei loro ambienti di lavoro o per strada: persone orgogliose, serene, felici, stanche, motivate, soddisfatte, pensierose. Persone circondate da oggetti e da quella quotidianità che, da sola, racconta chi sono e cosa fanno.
Ho scelto volutamente di tralasciare le preoccupazioni ed i pensieri negativi che ogni giorno ci assillano e spesso diventano la nostra realtà.
Non è semplice fermare qualcuno e chiedergli di poterlo fotografare. Non è semplice, soprattutto per me. Eppure ci sono riuscita, e continuerò a farlo, spero a lungo.
Questo progetto è uno sguardo su un aspetto dell’umanità che mi circonda, raccontato da una prospettiva per me nuova, forse insolita: gente che vive nella mia città, che respira la mia stessa aria, che incrocio ogni giorno. Gente che fa parte della mia vita.
La mia gente.
Ed è a loro che dedico questi scatti.
Biografia
Yvonne Cernò è nata a Bari, città che ama profondamente e in cui vive.
Influenzata dal lavoro del ritrattista David Hamilton, si avvicina alla fotografia all’età di vent’anni. Fin dall’inizio ricerca uno sguardo personale, affinando nel tempo la propria tecnica e concentrandosi soprattutto sulle persone: volti, sguardi ed espressioni diventano il suo modo per raccontare gli stati d’animo.
Allo scatto puramente tecnico, che non sente suo, preferisce un approccio istintivo, emotivo, “di pancia”.




