In ogni parte del pianeta, i diritti fondamentali e la dignità delle persone vengono messi in discussione e negati. è una crisi estesa e persistente che attraversa culture e sistemi politici. Luca Pistone sceglie di confrontarsi direttamente con queste realtà, raccontando con attenzione e consapevolezza le conseguenze estreme di conflitti e violenze. Le sue immagini parlano di una sofferenza senza confini, capace di colpire indiscriminatamente individui e comunità, segnandone profondamente l’esistenza.
Frammenti di ordinaria oppressione
Frammenti di reportage che raccontano di sopravvivenza, prevaricazioni, violenza e speranza. Dall’Africa al Sud-est asiatico, passando per il Medio Oriente: storie che non fanno notizia ma che sono necessaria testimonianza di ordinarie oppressioni.
«Quando il racconto avviene in presa diretta, sovente emergono frammenti di storie, piccoli ritratti di un’umanità anonima, troppo spesso spezzata, mortificata, abusata. Il movimento della testimonianza, per esistere, ha bisogno di raccontare la cenere della terra, le braci che ancora bruciano, gli stracci pieni di sangue buttati a terra senza pietà alcuna. Sono i dettagli immediati che emergono da un abisso di violenza e terrore, stimmate di una realtà in cui l’essere umano non si limita ad ammazzare un altro essere umano, ma agisce sul corpo dell’altro con ferocia, rendendo il corpo dell’altro – che diventa il nemico perché abitante di un’altra lingua o di un’altra religione o di un altro territorio e sempre, in ogni caso, altro da me e dal mio gruppo di appartenenza – un campo di battaglia. Gli stupri, le mutilazioni, le torture, gli sgozzamenti, le decapitazioni, le fucilazioni, le impiccagioni, le violenze inscritte nella carne non sono mai una semplice azione. Sono già storia. La guerra si scrive nella carne delle persone.»
Davide Enia, scrittore (Estratto dalla prefazione del libro “Dalla Guerra. Cronache di ordinaria oppressione” di Luca Salvatore Pistone)























